Incentivi rinnovabili · imprese del Sud
Il MASE rivede le regole del programma da oltre 1 miliardo per l’energia nel Mezzogiorno. Cosa cambia per le imprese e perché conviene prepararsi adesso.
Prenota il sopralluogoFinora un capannone in un Comune sotto i 5.000 abitanti restava fuori dagli incentivi pubblici per il fotovoltaico delle imprese del Sud. Con il nuovo schema di decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), questo limite cade.
Per molte aziende del Sud, dove i piccoli Comuni sono la regola, è una notizia concreta. Il bando non è ancora uscito, ma chi arriva con consumi analizzati e progetto pronto avrà un vantaggio reale.
Lo schema di decreto modifica il DM 341 dell’8 ottobre 2024 e ha ottenuto l’intesa della Conferenza Stato-Regioni il 1° ottobre 2026.
Finora gli impianti dovevano trovarsi nelle aree industriali, produttive o artigianali dei Comuni con più di 5.000 abitanti. Era un requisito di accesso: senza, la domanda non era ammissibile.
Con le nuove regole quella localizzazione diventa solo un criterio di priorità. In pratica:
Le regioni interessate restano le sette del Mezzogiorno già previste dal programma. Requisiti precisi e modalità di accesso arriveranno con i singoli bandi.

Prima · DM 341/2024
Comuni sotto i 5.000 abitanti: domanda non ammissibile.
Le aree industriali, produttive o artigianali dei Comuni con più di 5.000 abitanti erano un requisito di accesso.
Ora · intesa del 1° ottobre 2026
Anche i Comuni sotto i 5.000 abitanti possono partecipare.
Le aree produttive dei Comuni più grandi restano un criterio di priorità, non più un requisito.
L’elenco degli interventi finanziabili previsto dal DM 341 diventa indicativo, non più chiuso. I prossimi bandi potranno quindi includere tecnologie oltre al fotovoltaico e al termo-fotovoltaico.
Secondo la Conferenza delle Regioni, tra le ipotesi ci sono:
È una possibilità, non un’ammissione automatica. Saranno gli avvisi a dire quali interventi rientrano, con quali requisiti tecnici e con quale percentuale di contributo.
Per un’impresa significa poter ragionare su un progetto energetico completo: produzione, accumulo, climatizzazione e mobilità elettrica dei mezzi aziendali.

Al primo sportello le imprese hanno chiesto meno di un quarto delle risorse disponibili. Il bando (decreto direttoriale MASE 424 del 30 ottobre 2025) finanziava impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici per l’autoconsumo, anche con accumulo.
Circa 203 milioni sono rimasti senza richieste. Non è detto che tornino tutti nel prossimo bando: dipenderà dalle istruttorie del GSE e dalle scelte di programmazione.
Il limite dei 5.000 abitanti non spiega da solo la scarsa adesione. Contano anche i tempi: progetto, preventivi e domanda vanno chiusi in poche settimane, e chi non ha già analizzato i propri consumi rischia di restare indietro.
22,6%delle risorse richieste alla chiusura del 3 luglio 2026: 566 domande per 59,1 milioni su 262 disponibili
| Elemento | Bando 2025–2026 |
|---|---|
| Beneficiari | Imprese di ogni dimensione, anche reti di imprese con soggettività giuridica |
| Potenza impianti | Da 10 a 1.000 kW |
| Dove | Edifici esistenti delle unità produttive o coperture pertinenziali |
| Forma del contributo | Conto impianti, variabile per dimensione d’impresa e tipo di intervento |
| Riserva PMI | 60% delle risorse, di cui almeno un quarto a micro e piccole imprese |
| Dotazione | 262 milioni di euro |
| Domande alla chiusura (3 luglio 2026) | 566, per 59,1 milioni di euro (22,6%) |
Non arrivano soldi nuovi: la dotazione complessiva resta di circa 1,063 miliardi di euro (1.062.675.000 €). Cambia la ripartizione all’interno del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027 (PN RIC).

| Linea di intervento | Destinatari | Dotazione |
|---|---|---|
| Azione 2.2.1 – Produzione di energia da fonti rinnovabili | Imprese | 262.000.000 € |
| Azioni 2.3.1 e 2.3.2 – Modernizzazione delle reti energetiche | Reti | 530.424.486 € |
| Azione 2.12.1 – Reti di distribuzione (nuova Priorità 5) | Concessionari della distribuzione elettrica | 270.250.514 € |
Per le imprese conta la prima riga: è la linea già usata per il bando precedente. Non equivale però a un nuovo sportello da 262 milioni.
I 270 milioni della nuova Priorità 5 servono a potenziare e digitalizzare le reti di distribuzione. Non sono contributi alle aziende, ma reti più robuste rendono più semplice allacciare nuovi impianti.
Le nuove regole non sono ancora in vigore. Il percorso previsto è questo:
Il decreto non riapre il bando chiuso a luglio. Le date dei nuovi avvisi non sono ancora note.
Il momento giusto per prepararsi è prima del bando, non dopo. Ecco da dove partire:
Degli ultimi 12 mesi e, se disponibili, le curve di carico orarie: dicono quanta energia serve e a che ora.
Superficie libera, orientamento, stato della copertura, eventuale presenza di amianto da bonificare.
Se l’azienda lavora anche la sera o su più turni, la batteria aumenta l’energia autoconsumata.
Pompe di calore, solare termico e colonnine di ricarica potrebbero rientrare nei prossimi bandi.
Con potenza, producibilità stimata, costi e tempi, così da presentare la domanda appena si apre lo sportello.
Con il proprio consulente fiscale, verificando le regole di cumulo con altri incentivi.
NESS progetta e installa impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo chiavi in mano per le imprese del Mezzogiorno. Con le imprese seguiamo tutto il percorso:
NESS è una ESCo certificata UNI CEI 11352, ha sistemi di gestione ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001 per la progettazione e l’installazione di impianti fotovoltaici e conta su Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) certificati per il settore industriale e civile.
Vuoi sapere se la tua azienda può accedere ai prossimi bandi? Prenota un sopralluogo: prepariamo insieme il progetto prima che si apra lo sportello.
Articolo aggiornato al 19 ottobre 2026. Le informazioni si basano sullo schema di decreto che modifica il DM 341/2024, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale: requisiti, contributi e scadenze saranno definiti dai singoli bandi.
Fonti