Rapporto GSE · Fotovoltaico 2025
I dati ufficiali del GSE sul 2025: più energia prodotta, impianti più grandi, imprese protagoniste. E un messaggio chiaro: conviene usare l’energia dove la si produce.
Prenota il sopralluogoIl Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato il Rapporto statistico «Solare fotovoltaico 2025», con la fotografia ufficiale degli impianti in esercizio in Italia al 31 dicembre 2025.
Il settore continua a crescere, ma cambia forma: entrano in esercizio meno impianti, più grandi; la produzione aumenta più della potenza; le imprese pesano sempre di più. Ecco i numeri principali e cosa significano per chi ha un’azienda.
Nel 2025 il fotovoltaico ha coperto il 34% della produzione elettrica da fonti rinnovabili (circa 132 TWh) e oltre il 16% di tutta la produzione elettrica nazionale (circa 277 TWh). Il mese più produttivo è stato giugno, con 5,7 TWh.
Nel 2025 sono entrati in esercizio 211.799 impianti per 6.520 MW. Rispetto al 2024 il numero è sceso del 24%, la potenza solo del 2%.
A compensare il calo dei piccoli impianti è stata la crescita di quelli oltre 1 MW (circa +17%): oltre metà della potenza installata nell’anno viene da impianti sopra 1 MW.
I piccoli impianti restano la maggioranza: la fascia sotto i 10 kW raccoglie l’85% degli impianti ma circa il 20% della potenza (8,8 GW). La classe tra 500 kW e 1 MW è quella con la quota di potenza più alta (19%).
30,8 kWla taglia media degli impianti entrati in esercizio nel 2025, contro 20,9 kW dell’intero parco nazionale
In termini di potenza il fotovoltaico italiano è soprattutto un fatto d’impresa. A fine 2025 il settore industriale concentra 21.305 MW, il 48,8% della potenza complessiva; il residenziale, pur contando l’85% circa degli impianti, vale il 22,0%; il terziario il 20,6%.
Guardando solo alla potenza entrata in esercizio nel 2025, la divisione è questa:
Nel terziario spiccano il commercio, con oltre 30.000 impianti e 1,8 GW, e le attività immobiliari, con oltre 17.000 impianti e 1,2 GW.
Nel 2025 gli autoconsumi hanno raggiunto 12.415 GWh, circa il 28% della produzione di tutti gli impianti. Considerando solo gli impianti che autoconsumano, la quota supera il 52%.
Il GSE stima anche il valore economico dell’energia prodotta. Per il settore manifatturiero, che produce circa 7 dei 23 TWh del settore industriale, vale circa 1.790 milioni di euro: 855 milioni per l’energia autoconsumata e 935 per quella immessa in rete.
Per il residenziale il valore stimato è di 2.058 milioni di euro, di cui 1.202 legati all’autoconsumo.
1,79 mld €il valore stimato dal GSE dell’energia prodotta nel 2025 dagli impianti del settore manifatturiero
A fine 2025 risultano 884.191 sistemi di accumulo abbinati al fotovoltaico, per 10.992 MWh di capacità: numero e capacità sono cresciuti del 20% in un anno.
Il 42% degli impianti ha una batteria, ma questi impianti valgono solo il 16% della potenza fotovoltaica nazionale. Le batterie sono oggi soprattutto domestiche (circa il 95% dei sistemi): nel residenziale ha un accumulo il 47% degli impianti, nell’industria meno del 10%. Tra le imprese, che concentrano la maggior parte dei MW, c’è ancora molto margine per usare l’energia del giorno anche la sera o sul secondo turno.
La Lombardia è prima per potenza installata (5,74 GW, il 13,1% del totale nazionale), seguita dal Veneto (4,3 GW). La Puglia è invece prima per energia prodotta, con 5.168 GWh, e ha la taglia media degli impianti più alta (33 kW).
| Regione | Impianti | Potenza (MW) | Produzione 2025 (GWh) |
|---|---|---|---|
| Lombardia | 337.842 | 5.740 MW | 5.061 GWh |
| Veneto | 283.702 | 4.325 MW | 4.014 GWh |
| Lazio | 146.723 | 4.131 MW | 4.947 GWh |
| Puglia | 124.714 | 4.082 MW | 5.168 GWh |
| Emilia-Romagna | 205.064 | 4.081 MW | 3.928 GWh |
| Sicilia | 143.217 | 3.697 MW | 3.797 GWh |
| Piemonte | 139.269 | 3.640 MW | 3.513 GWh |
Il confronto tra le colonne dice molto: a parità di potenza, le regioni del Centro-Sud producono di più grazie al maggiore irraggiamento. La Puglia, con 1,7 GW in meno della Lombardia, produce più energia; il Lazio, con il 28% di potenza in meno, quasi la eguaglia. Il sole del Mezzogiorno è un vantaggio concreto per chi investe nel fotovoltaico.
A fine 2025 la potenza installata a terra è di 14.296 MW (+23% sul 2024), il 33% del totale. Il restante 67%, cioè 29.391 MW (+15%), è su tetti, coperture, serre e pensiline.
Negli ultimi due anni gli impianti a terra sono tornati a crescere con forza: nel 2025 rappresentano il 41% della nuova potenza, contro il 7% del 2021. Per le imprese, però, il tetto del capannone resta la superficie più immediata: è già disponibile ed è vicina ai consumi.
Il GSE ha inoltre annunciato che da novembre 2026 pubblicherà report mensili sul fotovoltaico, con dati per regione, classe di potenza e settore.
I dati del GSE indicano una direzione chiara. Ecco da dove partire per valutare un impianto:
Bollette degli ultimi 12 mesi e, se disponibili, curve di carico orarie: dicono quanta energia serve e a che ora.
L’energia usata in sede è quella che vale di più: l’impianto va progettato sul profilo reale dell’azienda, non solo sulla superficie disponibile.
Se l’azienda lavora anche la sera o su più turni, la batteria sposta l’energia del giorno nelle ore senza sole.
Superficie libera, orientamento, stato della copertura ed eventuale amianto da bonificare.
Con il proprio consulente fiscale, verificando requisiti e regole di cumulo delle misure disponibili.
NESS progetta e installa impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo chiavi in mano. Con le imprese seguiamo tutto il percorso:
NESS è una ESCo certificata UNI CEI 11352, ha sistemi di gestione ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001 per la progettazione e l’installazione di impianti fotovoltaici e conta su Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) certificati per il settore industriale e civile.
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Articolo pubblicato il 3 novembre 2026. Tutti i dati provengono dal Rapporto statistico «Solare fotovoltaico 2025» del GSE e si riferiscono agli impianti in esercizio al 31 dicembre 2025; eventuali differenze nei totali dipendono da arrotondamenti.
Fonti