Fotovoltaico Italia 2026: produzione +19,5% e 3,8 GW in più

31/08/2026

Fotovoltaico Italia 2026: produzione +19,5% e 3,8 GW in più

Il fotovoltaico italiano cambia scala: produzione +19,5% e 3,8 GW di capacità in più

Il fotovoltaico continua a guadagnare spazio nel sistema elettrico italiano. I dati relativi ai primi sette mesi del 2026 mostrano una doppia accelerazione: aumenta l’energia prodotta dagli impianti solari e cresce la potenza complessivamente in esercizio.

Da gennaio a luglio, la produzione fotovoltaica nazionale ha raggiunto 33.003 GWh, contro i 27.623 GWh dello stesso periodo del 2025, registrando una crescita del 19,5%. Nello stesso arco temporale, la capacità fotovoltaica in esercizio è aumentata di 3.791 MW, il 13% in più rispetto all’incremento rilevato nei primi sette mesi dello scorso anno.

I numeri confermano il ruolo sempre più centrale del solare nella transizione energetica italiana, ma evidenziano anche un cambiamento nella struttura del mercato: diminuisce il numero delle nuove installazioni, mentre cresce la loro potenza media.

A luglio il fotovoltaico ha coperto oltre un quinto della domanda elettrica

Nel solo mese di luglio 2026 gli impianti fotovoltaici italiani hanno prodotto 6.709 GWh di energia, con un incremento del 20,6% rispetto ai 5.565 GWh di luglio 2025.

Il solare ha così rappresentato circa il 24,2% della produzione elettrica netta nazionale e ha coperto il 20,7% della domanda di energia elettrica, che nel mese ha raggiunto 32.455 GWh. All’interno della produzione da fonti rinnovabili, il fotovoltaico ha fornito il contributo più elevato, arrivando al 49,9% del totale mensile. Considerando invece il periodo gennaio-luglio, la quota del solare sulla produzione rinnovabile è stata pari al 41%. (Solare B2B)

Il risultato assume ancora maggiore rilevanza se confrontato con l’andamento delle altre fonti. A luglio, infatti, la produzione idroelettrica rinnovabile è diminuita del 14,9%, quella eolica del 20,3% e quella geotermica del 3,6%. La produzione complessiva da fonti rinnovabili è quindi cresciuta soltanto dello 0,8%, nonostante il forte aumento del fotovoltaico.

Anche la quota delle rinnovabili sulla domanda elettrica è scesa dal 44,5% di luglio 2025 al 41,5% di luglio 2026. Il dato è legato sia alla minore produzione di alcune fonti sia alla forte crescita della domanda elettrica, aumentata dell’8,3% su base annua. (Terna Download)

La crescita dipende soprattutto dalla nuova potenza installata

L’aumento della produzione non è stato determinato esclusivamente da condizioni favorevoli di irraggiamento.

Secondo la scomposizione elaborata da Terna, dei 1.144 GWh aggiuntivi prodotti a luglio, circa 946 GWh sono riconducibili alla maggiore capacità fotovoltaica entrata in esercizio, mentre 198 GWh derivano dalla migliore producibilità.

La stessa dinamica emerge osservando i primi sette mesi dell’anno: rispetto al 2025, la produzione è aumentata complessivamente di 5.380 GWh. Di questi, 4.690 GWh sono associati alla crescita della potenza in esercizio, mentre 690 GWh sono collegati all’effetto della producibilità.

Il messaggio è chiaro: la crescita della produzione solare italiana sta diventando strutturale. Non dipende soltanto dalla disponibilità della risorsa solare, ma soprattutto dall’aumento del numero e della dimensione degli impianti collegati alla rete.

La capacità fotovoltaica nazionale raggiunge 47,3 GW

Alla fine di luglio 2026, la potenza fotovoltaica complessivamente in esercizio in Italia ha raggiunto circa 47,3 GW, contro i 43,5 GW registrati alla fine del 2025.

Nei primi sette mesi dell’anno la capacità è cresciuta di 3.791 MW, rispetto ai 3.354 MW aggiunti nello stesso periodo del 2025. Le regioni che hanno registrato gli incrementi più consistenti sono state la Sicilia, con 567 MW, la Lombardia, con 401 MW, e il Lazio, con 344 MW.

Il dato di Terna rappresenta la variazione netta della capacità in esercizio e tiene quindi conto non soltanto delle nuove attivazioni, ma anche di eventuali potenziamenti, depotenziamenti e dismissioni.

Complessivamente, a fine luglio risultavano presenti in Italia circa 2,18 milioni di impianti fotovoltaici. (Solare B2B)

Meno nuovi impianti, ma di dimensioni maggiori

La crescita della potenza si accompagna a una riduzione del numero delle nuove installazioni. Nei primi sette mesi del 2026 il numero di impianti entrati in esercizio è diminuito di circa il 33% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La contrazione riguarda soprattutto il settore domestico. Tra gennaio e luglio sono stati collegati circa 533 MW di impianti residenziali, il 33% in meno su base annua. Nel solo mese di luglio le nuove connessioni domestiche si sono fermate a 26 MW, il valore mensile più basso dall’inizio del 2026. (Solare B2B)

In direzione opposta si muovono le taglie medio-grandi:

  • gli impianti tra 20 e 200 kW hanno registrato una crescita del 7%;
  • la fascia tra 200 kW e 1 MW ha raggiunto 695 MW, con un incremento del 32%;
  • gli impianti tra 1 e 10 MW hanno superato complessivamente 1 GW, distribuito su 389 nuove installazioni;
  • sono entrati in esercizio 23 impianti con potenza superiore a 10 MW, per un totale di circa 1 GW e una crescita del 54% rispetto allo stesso periodo del 2025. (Solare B2B)

I dati delineano quindi un progressivo riequilibrio del mercato: il contributo del fotovoltaico residenziale rallenta, mentre aumentano il peso degli impianti commerciali e industriali e quello dei progetti utility scale.

 

Fotovoltaico e accumulo diventano infrastrutture energetiche integrate

La crescita degli impianti di dimensioni maggiori rende ancora più importante progettare correttamente l’integrazione tra produzione, consumi, rete e sistemi di accumulo.

Alla fine di luglio, Terna rilevava circa 948.154 sistemi di accumulo in esercizio, con una capacità utilizzabile complessiva di circa 19,4 GWh e una potenza nominale prossima a 8 GW.

In uno scenario caratterizzato da una produzione solare sempre più concentrata nelle ore centrali della giornata, il valore di un progetto non dipende soltanto dal numero di moduli installati. Diventano determinanti il corretto dimensionamento, l’analisi dei profili di consumo, la possibilità di aumentare l’autoconsumo, la gestione dei flussi energetici, il monitoraggio delle prestazioni e l’eventuale integrazione con sistemi di storage.

Per le imprese, il fotovoltaico assume così il ruolo di una vera infrastruttura produttiva: uno strumento attraverso il quale ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi energetici, programmare meglio i costi e aumentare l’autonomia energetica nel medio e lungo periodo.

 

La sfida successiva è trasformare la crescita in valore

I risultati dei primi sette mesi del 2026 confermano che il fotovoltaico è oggi uno dei principali motori della transizione energetica italiana. Il settore, tuttavia, sta entrando in una fase più complessa: crescono le dimensioni dei progetti e, con esse, aumentano le esigenze tecniche, autorizzative, finanziarie e gestionali.

Non sarà sufficiente installare nuova capacità. Sarà necessario realizzare impianti efficienti, correttamente integrati con la rete, progettati in funzione degli effettivi fabbisogni energetici e capaci di mantenere prestazioni elevate durante tutto il ciclo di vita.

NESS S.p.A. opera lungo l’intera filiera del fotovoltaico, affiancando privati e imprese nella progettazione e realizzazione di impianti domestici e commerciali-industriali e supportando lo sviluppo di grandi impianti utility scale. Le competenze comprendono analisi preliminari, progettazione, iter autorizzativi, project management, costruzione, monitoraggio, manutenzione e integrazione con sistemi di accumulo. (Ness SpA)

 

Valutare oggi il potenziale energetico di un’azienda, di un capannone o di un terreno significa prepararsi a un mercato nel quale l’autoproduzione e la gestione intelligente dell’energia saranno sempre più determinanti. NESS accompagna ogni progetto dallo studio di fattibilità fino alla messa in esercizio e alla gestione dell’impianto.

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